Quando una casa non nasce intelligente è inutile farle fare il brain training.

Ci si chiede quindi quale sia il modo migliore per rinnovare l’impianto elettrico casalingo senza dover abbattere muri e spendere cifre esorbitanti. In realtà esistono svariate tecnologie che permettono l’introduzione della domotica anche in stabili di vecchia costruzione: il protocollo x10 permette la totale indipendenza dei dati da quella elettrica pure facendo passare gli stessi dati attraverso i cavi della normale 220. Altro protocollo molto usato è quello RF (radio frequenza) simile al wifi che ci permette di collegarci ad internet nelle nostre case.

I progettisti, dal loro canto, sono più propensi a progettare durante la costruzione della casa piuttosto che farlo successivamente poiché le due tecnologie elencate hanno un pò di svantaggi: l’x-10 ha dei comportamenti anomali in presenza di trasformatori e la velocità con cui scambia i dati non è ottimale; d’altra parte siamo bombardati da onde elettromagnetiche e il protocollo RF ne aumenterebbe la quantità direttamente nella nostra casa.

Principale obiettivo della domotica, invece, è quello di abbattare lo smog elettromagnetico in casa. Infatti, in un sistema cablato avremo, sui nostri interruttori, una tensione di soli 5 volt anzicché la tensione standard.

Questo è il motivo per cui, ultimamente, si tende a cablare preventivamente la casa con un bus. E forse, tra qualche decennio, la domotica sarà in tutte le nostre case.